1/4 – I Cats – Ti mando una cartolina e ti lascio
Ti mando una cartolina e ti lascio
Premetto che con Arcibaldo sarò un po’ più cattivella, innanzitutto perché come storia è la più fresca e poi perché come gatto merita veramente poco.Storia molto breve condita da tante balle, io di qua io di là, la frase migliore era: “io lo so di cosa hai bisogno TU”. Muhauhauhuha vabè. Infatti di solito chi parla troppo combina molto poco.
Esteticamente era un gatto mica male, il mio ideale, molto bello e riscuoteva molto successo (parlo al passato perché ho chiuso completamente i rapporti).
Bellobellobello!
Molto passionale, peccato per il suo ego smisurato; non sapeva mai chiedere scusa, né fu mai capace di capire veramente cosa volevo…in tutti i campi.
L’attrazione era forte, mi piacevano da matti i suoi occhi, la sua forza, le sue zampe; insomma un gatto da sbavo (almeno per me, i miei gusti sono spesso opinabili). Come tutte le storie, l’inizio sembrava parecchio promettente ma avevo scambiato la sua schiettezza con la sincerità. Non so se la usasse come maschera ma sta di fatto che mi è sempre parso un gatto fin troppo schietto, tanto da mancare di tatto. Sarà per questo che riuscii a dargli fiducia e ad aprirmi quasi subito (no dai che pensate, quello alla terza sera..maiali).
Aveva delle reazioni di gelosia nei confronti delle mie amicizie anche se lo ha sempre negato; però chissà perché quando io volli passare un sabato in bici con un mio amico a momenti voleva mollarmi su due piedi. La motivazione non era assolutamente la gelosia dei miei spazi, assolutamente no (me malfidente) è che lui dava per scontato che io organizzassi sempre e comunque il mio uichend con lui.. gli amici? Naaaa, meglio dare tutto il mio tempo a un gatto che di lì a due mesi mi avrebbe scaricato, giusto?
Ma sono io quella che sbaglia, i miei amici potevo benissimo vederli durante settimana, tanto in quel periodo mi alzavo alle 6 e tornavo a casa alle 20 e 30, di tempo ne avevo a bizzeffe!
Poi in quel periodo avevo un concetto strano del karma, pensavo che dopo un anno e mezzo di status single la mia relazione con lui avrebbe acquisito un certo livello di serietà, come dire: ok, sono stata da sola per un po’, ho un po’ più di consapevolezza in me stessa, so cosa voglio (forse sarebbe meglio dire so cosa NON voglio), però ora datemi la mia rivincita! Fatemi ricredere!
Probabilmente a causa di questo falso karma mi costruii castelli in aria, anche se ci mise anche lui il suo zampino dicendomi cose di un certo spessore.
Lui viaggiava molto per lavoro e la cosa un po’ mi piaceva perché mi diceva spesso che gli mancavo, che non vedeva l’ora di tornare da me e io lo stesso.Mi mandava spesso cartoline, già…cartoline. Durante l’ultimo viaggio i discorsi erano gli stessi, “mi manchi”, “dai che tra un paio di giorni ci vediamo”.
Quando arrivò a Milano mi chiamò e mi disse che mi doveva parlare. Ero un po’ sospettosa ma quando mi vide e mi diede un bel bacio in bocca pensai: massì non ti preoccupare… mi portò al parco per dirmi questo: “sai, ho notato da qualche giorno che mi sento un po’ stretto nel ruolo del ragazzo”*
*(Trad. voglio ricominciare a trombarmi chi voglio senza remore nei confronti di qualcuno)
Beh prima di continuare a raccontare quel fatidico giorno, mi ricollego a un discorso che mi fece due settimane prima durante una cena, giusto per farvi capire meglio che non sono rincoglionita, solo per spiegare come la vigliaccheria sia una cosa molto diffusa. Durante una cena tempo prima mi disse una frase molto simile, però molto più vaga:
A: Sai sono stato per tanto tempo da solo, è come se facessi fatica a realizzare che sto con qualcuno, mi sento un po’ spaesato; ma dimmi ti aspettavi che ti dicessi questo quando ti ho detto che ti volevo parlare?
S: mah a dir la verità pensavo a un tipo di problema diverso, di istinto ho pensato che ti volessi trasferire a Roma..
A: ma no patata! E poi se avessi voluto trasferirmi ti avrei chiesto di venire con me..
Ecco ora capite.. una persona che vuole lasciare un’altra persona, non mette in mezzo una frase così “ti avrei chiesto di venire con me..” ma con te doveeeee???????????? Madai. Torniamo al giorno del parco:
A: Sai, ho notato da qualche giorno che mi sento un po’ stretto nel ruolo del ragazzo S: ma ho fatto qualcosa che ti ha turbato? Non mi sembra di essere stata appiccicosa
A: no no, tu non c’entri nulla, sono io che non vado
S: …quindi?
A: so che è una motivazione insolita quella che sto per darti, ma è così che mi sento
S: …
A: ora non mi sento di avere una storia, scusa.
INSOLITA??????????ma che coraggio hai di dirmi INSOLITA? Mi prendi per il culo???????? Stavolta al posto di un BAAAAAAAAAAANG ci fu un pugno nello stomaco tiratogli direttamente dalla sottoscritta, oltre che offese varie, al momento la mia preferita fu: sei una testa di ca**o.
Tornai a casa, presi la posta dalla cassetta e dentro c’era una sua cartolina. L’aveva spedita poco prima di tornare a Milano. C’era scritto: saluti da Arcibaldo.
Poco dopo tornò a trombare in giro con la coscienza pulita.