1/3 – I Cats – Il Puzzle
Il Puzzle
E via dicendo arriviamo nel 2004 con un folgorante incontro: Doraemon.
La prima cosa che pensai quando lo vidi fu: non è proprio il mio tipo…oddio come mi sbagliavo!
Esteticamente non era proprio un gatto figo, però aveva il suo perché, non saprei spiegare ma c’era feeling.
Storia appassionata, lui un gatto molto più grande di me, io presa dal suo modo di fare galante e super curato; mi piaceva tanto. Mi sentivo tanto Lilli e il Vagabondo, solo che ero io la vagabonda!
Complicità a mille e soprattutto una enorme passione e intesa; gatto interessante da conoscere ma un muro di gomma, era di una difficoltà mostruosa capire cosa aveva in quella testolina; eppure qualcosa ci rendeva simili. Forse l’altezza…? Forse anche l’alcol…boh
Il suo modo di fare mi faceva impazzire, anche in negativo; ho fatto scenate, mi sono arrabbiata, ho urlato e una volta per farlo andai anche sotto casa sua; non era colpa mia aveva spento il telefonino nel bel mezzo di una discussione. Eh.
Incantevole periodo, lui mi portava fuori, mi coccolava, mi diceva che gli mancavo tanto, mi dimostrava di essere orgoglioso di me. Ero quasi convinta fosse il gatto giusto per me anche se in modo contorto ero sicura che non sarebbe stato il gatto della mia vita. Che cosa strana, legarsi a un gatto e innamorarsene sapendo perfettamente che questo gatto non lo vuoi sposare (ovviamente parlando di un ipotetico futuro…).
Ci divertivamo un sacco insieme e con gli amici, eravamo anche senza ritegno perché non ci trattenevamo molto dal limonare duro, anche sul pavimento di casa di altri. Da lì nacque il “Midollo linguo” e altri vari soprannomi che non scrivo per evitare di declinare ulteriormente la mia seria impostazione…. Ok ok l’ho declinata, basta con le battutine voi!
AmorePassioneAmorePassioneAmorePassione
Uau ero fregata!
Ero molto legata a lui, moltissimo. La fine fu orribile per me, una sofferenza inutile dietro l’altra.
Anche la fine fu da film ovviamente… secondo voi posso ormai precludermi queste uscite di scena teatrali? No eqquandomai.
Beh, tornati da una splendida vacanza a Capo Verde, dopo una settimanina indovinate cosa mi sento dire?
Dai se fate uno sforzino ci arrivate anche voi, dai fatelo per me perché io quella volta quasi non ci credevo, anche perché me lo disse attraverso un caldo PC…capite???? UN PICCI’…
Comunque la frase “digitata” fu:
-ora non mi sento di avere una storia, scusa-
ARIARIBAAAAAAAAAAAAAAAAAANG
Mamma che botta… e non era finita.
Questa fine non riuscivo proprio ad accettarla perché lui sparì. Mi evitava al massimo e più mi evitava e più io lo cercavo. Iniziai a lavarmi di più, magari era il deodorante…
Il fatto che non si sentisse più di avere una storia fu poi confermato dal suo fidanzamento dopo 4 mesi di storia finita con me.
E il successivo matrimonio.
Con un’altra.
Avevamo la stessa compagnia, stessi amici, tutti lo sapevano che si sarebbe sposato, tranne l’unica sfigata: io.
Dopo un anno da fuggitivo (capite?? Un anno!) finalmente riuscimmo a beccarci per parlare e finalmente mi passò.
Ma è così difficile avere a che fare con me? Ok ok gli artisti in genere non sono del tutto composti nei comportamenti e nelle reazioni, ma ero solo una ragazza ferita e senza risposte, anzi una risposta l’avevo avuta ma cercatemi di capire, dopo che la senti per la terza volta inizi anche a incazzarti col mondo.
Avevo solo bisogno di dirgli in faccia quanto ero stata male, capire perché tutta questa sofferenza inutile quando sarebbe bastato parlarmi in modo onesto, senza dover nascondermi le cose strettamente funzionali al mio stato in cerca di benessere. Si beh volevo vederlo anche per picchiarlo lo ammetto.
Adoro lo sfogo fisico.
Un incubo, fu proprio un incubo. Dopo quella esperienza per la prima volta iniziai a chiedermi se valesse veramente la pena amare una persona, vivere giorni stupendi, svolazzare sulla nuvoletta, donare alla sua conoscenza una parte di me quasi sconosciuta per poi cadere così in basso e stare male fino a rinnegare qualsiasi cosa di vivo in questa vita.
Perché Puzzle?
Perché non si finisce mai di conoscere una persona; ancora oggi non so chi sia lui. Ma non è più una cosa che può interessarmi e questa è la migliore vittoria.
La seconda migliore vittoria è che non ero io la promessa sposa. Una futura donna in carriera non può fermarsi a queste frivolezze! Eheh