1/2 – I Cats – La favola del principe e dello zerbino sognante

La favola del principe e dello zerbino sognante

Virgilio merita un ruolo importante in questo racconto. È stata un po’ la mia favola, diciamo che mi sentivo nel ruolo giusto al momento giusto. Rispecchiavo un po’ lo stereotipo di moglie quasi perfetta, anche se non lo ero, né moglie né perfetta.

Virgilio ci mise un po’ a farmi capire il suo interessamento e dopo vari tentativi riuscì a portarmi fuori. Fu un appuntamento da sogno; ristorante carino, molto chic, anche se io ero vestita da barbona e non mi aspettavo assolutamente che mi portasse in un posto del genere. Quella sera indossavo un elegantissima maglia nera, strappata sulla schiena, molto dark/alternativa, un paio di jeans dal colore indefinito, ma tanto col nero ci sta tutto. Conoscendo Virgilio, ragazzo alla buona, pensavo mi portasse in qualche posto casalingo e molto easy, invece riuscì a stupirmi organizzando una serata da principessa.

La mia femminilità l’ho messa in discussione molte volte e quella sera inizialmente mi sentii veramente un maschiaccio con quel look in un ristorante elegante; ma lui sembrava non notarlo.

La presenza di un cameriere molto loquace e in su con gli anni fu già l’impronta del tipo di storia che cercavamo entrambi; ci parlò di tradizione, di amore vero, di famiglia, di valori che si mantengono nel tempo e fummo quasi abbagliati da questa magia. Dopo il ristorante e l’incontro col folletto dell’amore vestito da cameriere andammo a fare un giro. L’ambientazione era veramente romantica, Arona, passeggiata intorno al lago. Lui persona fantastica, molto simpatico sempre pronto con i complimenti giusti e dei fantastici occhi da pesce cotto, li trovato adorabili!

Dopo mille discorsi e qualche linea di imbarazzo una fontana fu la nostra fortuna.

Io volevo solo pucciare i piedini ma scivolai con la mia goffaggine e caddi dentro inzuppandomi completamente; avevo il trucco fino alle ginocchia e la mia originale maglia si stava sbrandellando sotto i miei occhi. Per renderlo partecipe del mio disastro lo buttai dentro con me e proprio lì scattò il nostro primo bacio. Fantastico, sembrava quasi un film, fu tutto perfetto, una serata ironica e romantica.

Una relazione molto intensa, forse troppo, abbiamo vissuto dieci anni in uno. Inizialmente questo forte istinto d’amore rese tutto molto bello, senza briglie, senza limiti ci davamo al sentimento vivendolo in modo più passionale possibile. Ma tempo 10 mesi sembravamo già una coppia stanca.

Io mi ero trasformata in uno zerbino ambulante e senza che lui lo volesse ero completamente sottomessa al suo volere e quasi rassegnata ad una vita così. Facevo tutto per lui, ma quello stato mi ridusse a ingrassare di 7 chili, uno zerbino morbido insomma.

Lui si era trasformato nella brutta copia di Billy Idol, non so cosa gli prese in quel periodo ma ebbe la grandiosa idea di uscire dal parrucchiere con una cresta biondo platino. Era irriconoscibile, mi sembrava di limonare con Goku!

Ma zerbino com’ero mi sarei sposata anche una specie di Billy Idol del sud, l’istinto di sopravvivenza scattò subito dopo aver saputo che voleva chiamare suo figli Raoul; mi vennero i brividi.

Eravamo quasi al matrimonio e mai frase fu più azzeccata verso la fine; indovinate quale?

-ora non mi sento di avere una storia, scusa-
Seguita da:
- non so se ti amo ancora –

ARIBAAAAAAANG

Seconda sconfitta amorosa, dopo qualche mese di storia finita incominciai a riprendermi la mia vita, dieta, fit-box e università.

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