2/3 – Dopo – Appuntamenti da urlo (di paura)
Beh, dopo aver superato le varie fasi autodistruttive e di pessimismo astrale, arriva la fase più pericolosa: la super autostima.
Basta, dell’ultimo stronzo che ti ha fatto piangere e ingozzare di nutella non te ne frega più niente, le sue promesse ormai sono diventate old come la tua smemoranda con le foto delle spice girl, la tieni un po’ nascosta in camera, ogni tanto gli dai un occhiata e pensi. Cazzo, ma quanto ero pirla?
E allora dici basta, basta non voglio più essere la bambolina babba di nessuno, io sono super! Posso tutto. Faccio tutto.
Inizi mille progetti, hai un bordello di idee in testa, cose nuove da fare. Dopo un mese non ne hai conclusa neanche mezza, però..vabè, almeno hai tenuto la mente occupata.
Mi sentivo proprio così quando decisi di mostrare la super-tuta di donna forte e iniziai a frequentare una serie di personaggi che si scoprirono alquanto inquietanti.
La Prime Impressioni:
1) Soggetto A: ragazzo serio, tranquillo. Un po’ nerd ma si accompagna bene alla mia passione x il pc.
2) Soggetto B: Artista, molto affascinante, voce stupenda e gran bel nome. Misterioso.
3) Soggetto C: Incontro stravagante, ero ubriaca.
4) Soggetto D: Vecchia conoscenza del liceo, forte legame di amicizia anni prima.
5) Soggetto E: Vecchia conoscenza, bravo ragazzo e un gran gnocchino.
Durante:
1) Soggetto A: tutta la sera a parlarmi di lavoro, lavoro e lavoro. Ma il problema arrivò dopo quando mi disse che minacciò la sua ultima ex fidanzata perché non le rispondeva al telefono. Le fece telefonate minatorie, le mise mille virus sul pc, che dopo qualche giorno chissà come e chissà perché smise di funzionare. Lui era convinto di aver ragione e mi raccontò la cosa come se fosse normale. Eggià sta stronza… (gulp)
2) Soggetto B: Lo conobbi ad una festa e dopo qualche giorno ci fu il primo appuntamento. Zona arco della pace, lui non venne a prendermi, ci incontrammo direttamente lì…per fortuna. Non vi dico la sua macchina in che condizioni fosse, mancavano giusto le scimmie urlatrici e qualche cassonetto dell’avis. Tutta la sera a parlare di lui, di quanto è bravo, bello, generoso, volenteroso (miiiiiiiiiiiiiii). Due ore a parlare e lui sapeva di me a malapena il mio nome. Ci spostiamo in zona navigli con la MIA macchina. Per fortuna che ero con la MIA perché per tutto il tempo cercai di togliere le sue manacce di dosso. Poco dopo lo buttai giù dalla macchina perché a quanto pare non aveva capito bene la parola NO.
3) Soggetto C: Un tassista pazzo, ci incontrammo in un locale e lui mi parlò tutta sera delle tecniche indiane, del budda, di sarcazzo. Mi disse che il naso di ogni persona rappresenta la propria sessualità. Voleva baciarmelo. Il naso.
4) Soggetto D: questo non nacque come un appuntamento, più che altro un ritrovo dei vecchi tempi. Io ero interessata di sapere quello che aveva combinato in quei 4 anni in cui non ci siamo visti, come stava, che faceva, insomma infondo era un amico e volevo saperlo per farci due chiacchiere. Lui no, la sua risposta alla mia domanda fu di prendermi la mano e metterla sulla sua patta, stile 16enne sfigato. Ci rimasi di merda. “S*** che cippa fai? Io sono la Sele ti ricordi????”
5) Soggetto E: dopo una serie di appuntamenti orrendi, questo mi sembrava il più normale, lui parlava tanto e pure io, una chiacchierata tranquilla e piacevole, insomma una seratina niente male. Mi riaccompagna a casa, mi salta addosso, io con un balzo mi sfilo. Vabè.
Dopo:
1) Soggetto A: Mi salvò il parcheggio a pagamento e per fortuna riuscì a farmi riportare a casa presto, con scuse assurde. Nel frattempo mandai un sms ad un mio amico avvisandolo che ero fuori con un pazzo quasi serial killer e che se mi fosse successo qualcosa avrei lasciato il suo dna sotto le mie unghie. Mai più rivisto.
2) Soggetto B: Lo feci rotolare sui navigli con un calcione pur di farlo scendere dalla mia macchina. Mai più visto.
3) Soggetto C: scappai dal locale alle 22 e 30 con lui che insisteva per baciarmi il naso. Mai più visto.
4) Soggetto D: tornai a casa sconsolata, ci rimasi troppo male. Ma a quanto pare lui era rimasto alla tecnica “mano tette, mano pantaloni” che non aveva niente a che fare con un maggiorenne. Rivisto in qualche locale ma mai da sola.
5) Soggetto E: Dopo quella sera in cui non gliela diedi, non mi cagò più, sparì e non rispondeva al telefono. Mai più rivisto.
Ricomincia a frequentare solo i miei amici, anche se quegli stronzetti ogni volta che tornavo da uno di questi appuntamenti e raccontavo, si facevano grondanti risate sulle mie disgrazie. ‘stardi :D