Ho una cosa da dire
Forse sbaglio nell’essere troppo seria per la mia età. Dovrei vivermi le cose per quello che in realtà sono. Dovrei sdrammatizzare, divertirmi, fare cazzate, le cazzate di una 20enne. Ho la brutta sensazione di aver vissuto gli ultimi 3 anni troppo seriamente. Sarà che dopo aver toccato il fondo è come se mi aspettassi un riscatto dalla vita, come se era giusto e dovuto che io ricevessi qualcosa di speciale. Ma forse mi son sempre sbagliata, forse dovrei prendere le cose come vengono, per quello che sono. Eppure non sono cieca, certe emozioni le ho sentite, provate ma probabilmente hanno solo risvegliato una piccola speranza in me.
La cosa assurda è che mi ritrovo ora dopo 3 anni ad accorgermi che la persona che sembra conoscermi di più in assoluto è la persona che ho amato e che ho odiato, la persona che ha cambiato nel bene e nel male la mia vita. Non so com’è successo ma un giorno sono tornata da lui e gli ho chiesto chi sono io. Inaspettatamente sembrava conoscermi meglio di me stessa e questo fatto ha valorizzato il tempo che ho passato con lui, ha dato importanza a quel sentimento di un tempo e anche al mio dolore. Quindi vuol dire che lui era in me? che lui mi osservava, mi viveva? queste sono state le domande che mi sono posta e mi sono resa conto che non è facile vivermi e conoscermi. Non è facile amare me.
Io stessa non mi reputo capace di ricevere, non abbastanza almeno. E’ che a volte mi sento già vecchia e penso già al mio destino. Penso a me da piccola e penso ai sogni che facevo per me, del tutto diversi da quello che ho avuto ora.
Solo una cosa non rimpiangerò mai. Sono stata amata ed ho amato, ho amato tanto.
Forse è un po’ ora di smettere di pensare a cosa mi è dovuto, a cosa mi merito. Magari non merito nulla o magari merito il mondo, ma non sono cose che si attendono. Si aspetta ingenuamente un lieto fine, un sogno. Vedo i miei e li invidio e ho una grande paura che non arriverò mai a sentirmi come loro.
Mille casini, problemi, soldi, casa, salute: ma sempre insieme.
Nessun dolore e nessun problema li ha mai divisi. Due corpi e un anima. Eppure non è un sogno, esiste…e non posso non crederci.
Ribadisco che penso troppo.. buonanotte:*
Nicoletta/SoSsie ha detto,
Maggio 25, 2007 a 3:19 pm
Come si fà a non pensare troppo? E come si fà a non crederci? Quello che non so è come si faccia a non meritare, a pensare che niente ci è dovuto.
Non credo che questo sia il punto. Credo invece che molto abbia a che fare con l’impazienza, con l’essere pronti, con l’avere il giusto atteggiamento. Forse non è ancora giunto il momento, che dici? Guarda, sembra banale, ma spesso non lo è. Ti sentiresti pronta ora? In questo momento? Lasciare la vita che conosci per tuffarti in un mondo di responsabilità, di mutui di pagare, di figli che non dormono la notte? Non è nemmeno questione di essere troppo seri: ognuno è fatto a modo suo. Per fortuna c’è sempre tempo per crescere e cambiare, migliorarsi, se è il caso di farlo. Una cosa sola: smettila di punirti per qualcosa che non hai fatto. “mi sono resa conto che non è facile vivermi e conoscermi. Non è facile amare me”, emerite cazzate. Tutti sono facili da amare, se amati dalla persona giusta.
ilredeire ha detto,
Luglio 14, 2007 a 12:56 pm
Ho girovagato nel tuo blog, da quello che scrivi, leggendo in special modo le tue storie con le teste dei gatti, mi è sembrato, ho creduto, sperato, che fossi una gattina che conosco, ma Arona ed il liceo artistico, sfuggono dal mio panorama logistico.
Anche io credevo nella storia:
“Due corpi un anima”.
E’ molto facile fondere due corpi, ma la fusione dell’anima richiede rispetto e pretende AMORE, amare richiede comunicazione e non solo passione, basare tutto sulla passione conduce al TRAMONTO, se tranquillità e pazienza non sono gli ingredienti MADRE della storia stessa.
Le persone mutano fisicamente per loro natura, l’anima per sua natura è immutabile, ma in base alle esperienze conseguite mostra i lati che sono stati stimolati.
Ad avere gli stessi stimoli, si reagisce spontaneamente allo stesso modo, agire in modo differente alla spontaneità provoca un alterazione della coscienza che allontana l’individuo dalla realizzazione del suo percorso karmico.
Non ti conosco a fondo e non posso consigliarti su cosa è meglio per te, credo che l’esperienza ti abbia insegnato che fondere la tua anima con quella di un altra persona non è cosa semplice; le persone comuni hanno paura, hanno bisogno di mantenere intatta la propria identità, hanno bisogno di fiducia.
Amare è fidarsi dell’altro, se non ci si fida di se stessi come si può pretendere di amare un altro; come puoi credere che sia la persona giusta se sei comunemente in errore? Essere l’ombra di un altro individuo non ti porta alla perfezione, probabilmente nel tuo karma vi è l’istinto ad essere una geisha ed hai bisogno del tuo samurai, SCEGLI!!!! Il tuo percorso, non perdere tempo, se pensi che questa sia la strada giusta per te, non perderti in chiacchiere in pensieri inutili, la vita scorre, il tempo è limitato, l’organizzazione è fondamentale, che sia il cuore o la ragione a guidarti non è importante, ognuno è fatto a suo modo ed ha le proprie qualità, ogni essere umano quando è nato ha ricevuto dei doni personali, nel corso della vita, le esperienze ci mostrano quali essi siano, al limite puoi farti interpretare un Tema Natale, per avere qualche indicazione a riguardo.
Magari ci sentiremo in futuro o lo faremo ancora in questo presente… tu lo sai?!